Consiglio Antistress: Rallentare!!

Consiglio Antistress: Rallentare!!

Avete mai provato a dire ad un amico, collega, partner di rallentare? Se avete la  fortuna di trovare la persona di buon umore la risposta sarà: e come faccio? magari! Se di cattivo umore sarete raggelati da uno sguardo fulminante. L’uomo ha perso la sua attività istintiva, l’attenzione verso il circuito emotivo e la capacità di discernere le priorità.

Corriamo per una mera gestione delle urgenze, tutto è incalzante, tutto è urgente, non si ha il tempo di preoccuparsi dell’altro.

Ci aspettiamo sempre di più dalla vita, siamo sempre più impazienti, e paradossalmente non abbiamo il tempo di gioire per ciò che abbiamo, viviamo in una realtà logorante, in un trance urbana.

Eppure rallentare si può! Ecco alcuni consigli:

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Famiglia Felice: come farsi aiutare?

Famiglia Felice: come farsi aiutare?

Famiglia Felice: un diritto per tutti

Il centro del nostro mondo è la famiglia, perchè ci sentiamo protetti, ascoltati, amati.

Ma molte famiglie non riescono a trovare un equilibrio, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per scambi di opinioni troppo divergenti o per paura del confronto e questo crea fortissimo disagio che si ripercuote anche all’esterno nella vita di tutti i giorni.

Purtroppo affrontare determinate problematiche e farsi aiutare viene quasi considerato un tabù, perchè ci si espone a nudo verso altri, riconoscendo così le nostre difficoltà.

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Il pre parto, una paziente racconta la sua esperienza

Il pre parto, una paziente racconta la sua esperienza

Abbiamo il piacere di riportarvi l’esperienza diretta di una partecipante al nostro corso preparto

Sono Ilaria, mamma di Nicolò un magnifico torello nato da parto naturale una sera di primavera.
Dal primo giorno che ho saputo di essere incinta mi sono dedicata allo studio della gravidanza e del parto.

Ero un po’ spaventata dai racconti di tutte,

di come le prime gravidanze sono più delicate, di quanti cesari si fanno in questo periodo, delle mille complicazioni del parto, etc.

Un giorno  mia nonna mi racconta che ai suoi tempi obbligavano le puerpere a stare a letto, allungando di molto i tempi del parto e rafforzando il dolore, ma lei aveva letto in una rivista storica che le partorienti indigene di non so che regione né di che epoca (questo non se lo ricordava), si isolavano in un posto tranquillo, scavavano una piccola fossa sopra la quale si inginocchiavano per dare alla luce, cosi al suo secondo parto lei fece lo stesso (senza fossa ovviamente): si nascose dalle suore, che allora erano le infermiere per eccellenza, si inginocchiò per tutto il travaglio finché non sentì la testa del bimbo pronta per uscire.

Solo a quel punto chiamò le infermiere.

Quando mi raccontò questo, mi disse seriamente “guai a te se rimani ferma a letto quando sarà il momento! Muoviti, stai in piedi o in ginocchio, il bambino deve andare in giù non in su!” Ormai la teoria del “camminare” è accettata, ma non avevo pensato alla gravità come alleata del parto e mi sono resa conto che alla fine siamo animali, e come tali la Natura ci ha disposto di tutti i mezzi per arrangiarci nel migliore dei modi.

Il nostro istinto è quello di sopravvivere non di perire. Ma allora perché tutti questi casi di complicazioni, perché queste eccessive ospedalizzazioni?
Capii che la risposta era la stessa la quale per cui mi stavo informando cosi tanto: la paura.

Le donne arrivano al parto sapendo che sarà un dolore insopportabile, che probabilmente ci saranno problemi per loro e/o per il bimbo, che sarà l’esperienza più traumatica della loro vita.

Cosi quando arriva il momento, sono paralizzate dal terrore, rigide e avversarie; invece di assecondare il lavoro del corpo e aiutarlo nella sua naturale funzione, lo contrastano e ostacolano, dando origine a difficoltà, imprevisti ed eccessivo dolore.
Nelle mie ricerche ho scoperto che non ero la sola ad aver intuito questo meccanismo di sofferenza, anzi molte altre donne, più avanti di me hanno scoperto, o riscoperto, metodi naturali di preparazione al parto naturale.

Ed è qui che ho conosciuto la dr.ssa Carlotta Di Giusto.

Un medico di mia conoscenza con la quale mi stavo confrontando sul tema, mi consigliò di parlarne con lei. Quando la contattai ero in quasi in 36 settimane..ero quasi alla fine, inoltre abitando all’estero era abbastanza difficile sincronizzarsi, ma la dr.ssa è stata davvero disponibilissima: si è offerta di seguirmi tramite skype e di accompagnarmi nelle ultime settimane educandomi alla gestione controllata del dolore.

Entrambe sapevamo che il tempo era poco e la distanza un ostacolo (a volte l mancanza di rete e i tagli di connessione non era certo di aiuto), e molto dipendeva da me, dalla mia costanza e impegno, ma ci provammo comunque.
Ho cominciato ad avere delle doglie strane alle 4 della mattina del lunedì, leggermente dolorose, ma non molto, tipo dei leggeri crampi, ma non ci ho dato troppa importanza dato che era una settimana che iniziavo ad avere dolori e dopo qualche ora smettevano; solo che queste erano leggermente diverse.

All’inizio era una ogni ora circa, poi a metà mattinata ho perso una goccia di sangue, e lì ho capito; le doglie pian piano si facevano più frequenti.

Ho cominciato a mettere in pratica le tecniche che la dr.ssa Di Giusto mi aveva insegnato: ogni volta che sentivo che stava per arrivare una contrazione deviavo l’attenzione su un altro punto del corpo, nel mio caso stringevo il pugno, e associavo a questo una respirazione controllata, lunga e profonda per ossigenare il corpo e non ostacolare il “lavoro” della contrazione.

Man mano che le contrazioni si facevano più forti cambiavo tipo di respirazione, secondo le disposizioni della dottoressa.

Tra una contrazione e l’altra invece cercavo di rilassarmi e rilassare tutti i muscoli il più possibile, di modo che il mio corpo fosse sempre (abbastanza) risposato per affrontare al meglio la contrazione successiva.

Sono riuscita a controllarmi così fino alle 18. A quell’ora le contrazioni erano ogni 4 minuti già da un’ora e mezza. Sono andata in ospedale a piedi (circa 1km) e sono entrata alle 19 che ero dilatata quasi 4cm.

A quel punto le doglie hanno cominciato ad essere veramente forti e faticavo a controllarmi, avrei avuto bisogno di piu tempo per prepararmi e a volte mi sono fatta sopraffare dal dolore, ma  stato tutto abbastanza veloce. Alle 23 ero completamente dilatata e sono andata in sala parto.

All’una di notte del martedì è nato Nicolò.

Il mio è stato un parto totalmente naturale, di 6 ore e per essere un primo parto devo dire che è stato abbastanza veloce.
Le ostetriche che mi hanno aiutata si sono complimentate per il modo in cui ho affrontato il parto, e per aver aspettato ad arrivare in ospedale con una dilatazione più che giusta. Per questo devo ringraziare la dr.ssa Di Giusto.

Non avrei potuto farlo senza la tecnica di controllo e la verità è che la sto consigliando a tutte le conoscenti in gravidanza. Per il prossimo parto mi preparerò con tempo di modo da poter godere ancora di più di quello che è un momento unico e irrepetibile di unione profonda tra madre e figlio.

 

Registrati e riceverai via mail la scheda dettagliata del corso pre parto

 

 

Gestire il Rientro a Scuola

Gestire il Rientro a Scuola

E’ partito il conto alla rovescia: Inizia la Scuola!

Una bellissima avventura per alcuni, un terribile fine vacanza per altri.

Ma come gestire il rientro a scuola?

Ogni bambino/adolescente vive questo momento come uno stravolgimento del proprio quotidiano e per molti iniziano esperienze mai vissute, che portano ad un aumento di stress e di pressione psicologica che possono creare sensazioni di disagio.

  • Insicurezza
  • Timidezza
  • Paura di non sentirsi accettato nel gruppo
  • Ansia

La psicologia dei più giovani, mescolata all’inesperienza, porta ad amplificare molte delle sensazioni e dei pensieri, e le famiglie devono essere in grado di gestire in modo costruttivo questi momenti che si riveleranno esperienze fondamentali ed indimenticabili per tutti i ragazzi.

Anche i genitori vivono un’esperienza nuova e non sempre riescono ad aiutare in modo costruttivo i propri figli, trovando delle difficoltà nel comprendere le loro dinamiche psicologiche per dare il giusto sostegno.

Senso di responsabilità, gestione dello stress, motivazione, obiettivi

La scuola è come una palestra della vita futura, e dovrebbe essere vissuto il tutto in modo costruttivo e positivo, per riuscire a cogliere da questa esperienza il meglio, vivendolo in serenità e consapevolezza.

Lasciata consigliare e sostenere con la nostra consulenza, siamo lieti di poterti dare un aiuto concreto per gestire al meglio ogni momento di stress con i giusti mezzi!

Contattaci gratuitamente!

Isolamento e solitudine, quali differenze?

Isolamento e solitudine, quali differenze?

Molto spesso i due termini isolamento e solitudine vengono associati, se non addirittura confusi.
Facciamo quindi un po’ di chiarezza.

Che cos’è l’Isolamento?
La cosa fondamentale da considerare che chi si isola non è per forza costretto e il più delle volte non si sente solo.
Infatti, questa situazione, può essere dettata da un’esigenza cercata direttamente dalla persona stessa.

Un esempio è dato da chi utilizza internet o il virtuale in generale.
Le persone tendono così a sentirsi partecipe di un mondo non reale per trasformarsi così nel vero mondo di riferimento.

Anche le situazioni di alcool e droga portano ad un isolamento “sereno”. L’isolamento porta a innalzare una barriera tra il soggetto e gli altri.

Isolamento quindi come situazione ‘creata’ dal soggetto.

Che cos’è la solitudine?
Per assurdo ci si può sentire soli anche se si è circondati costantemente da numerose persone.

La solitudine è una condizione psicologica che porta a vivere situazioni di disagio molto forte:

  • sofferenza
  • incapacità di confronto
  • paura del giudizio
  • depressione

Superarla non è impossibile; è necessario entrare in relazione con se stessi per capire cosa ci porta a sfuggire dal rapporto con gli altri.

Due aspetti della nostra società ben radicati, nei quali ognuno di noi ha avuto occasione di provare una o l’altra condizione di isolamento e solitudine, indistintamente dalla classe sociale o dall’età.

Dal bambino all’anziano, isolamento e solitudine si nutrono indistintamente del nostro disagio quotidiano.

E’ bene non sottovalutare questi due aspetti che sono un segnale chiaro di un disagio che va affrontato con i giusti mezzi a disposizione.

 

Se vuoi approfondire l’argomento di isolamento e solitudine o altri, registrati e sarai contattato al più presto.

Figli di separati: doppia vacanza o doppi problemi?

Figli di separati: doppia vacanza o doppi problemi?

Arriva l’estate e le vacanze tanto attese per tutti i ragazzi.

Ma per alcuni di loro estate non vuol dire solo ‘spensieratezza

Alcuni vivono il lungo periodo estivo come un momento di difficoltà, specialmente per coloro che hanno i genitori separati o divorziati.

Organizzare infatti spostamenti, orari, combinare le vacanze di uno e dell’altra è fonte di disagio che portano i figli a subirne le conseguenze.

Purtroppo da queste situazioni non facili, nascono ulteriori scontri e momenti di tensione, che i giovani vivono con un certo senso di colpa.

Spesso l’accordo viene trovato attraverso atti formali tra le parti e magari con l’intervento dell’avvocato. Questi rimedi sulla carta sembrerebbero funzionare ma spesso ci si ritrova dal giudice per una mancanza di comunicazione o una disattenzione.

Inoltre immaginare una pianificazione a tavolino risulta poi di difficile applicazione con gli impegni professionali dei genitori. Se da una parte può essere una soluzione diventa l’ennesimo motivo di ansia e di stress. Ed allora si procede con mille espedienti, nonni, zii e amici che diventano immediatamente custodi dei figli che vengono così sballottati da una parte all’altra senza un programma definitivo.

Peggio ancora se restano soli con tutti problemi che ne conseguono. Queste situazioni portano ad un grave disagio per i ragazzi che viene certamente sommato ad eventuali crisi dovute all’età adolescenziale.

Per approfondimenti leggi anche il nostro post sui ragazzi soli d’estate